Scuola, ok alla fiducia in Senato: 159 i sì, 112 i no. Proteste in Aula, M5s celebra “funerale”



Via libera al provvedimento che adesso passa alla Camera per l’approvazione definitiva. Tra i dissidenti del Pd che hanno deciso di non prendere parte alla votazione ci sono Corradino Mineo, Walter Tocci e Roberto Ruta. Proteste anche fuori dall’Aula da parte degli insegnanti
Un voto di fiducia tra le proteste dentro e fuori dall’Aula. Il Senato ha dato il via libera al disegno di legge per la riforma della scuola tra le manifestazioni degli insegnanti e le polemiche delle opposizioni. “Vergogna, vergogna”, hanno gridato i docenti in corteo davanti a Palazzo Madama, mentre M5S, Lega Nord e Sel dai banchi di Palazzo Madama intervenivano per criticare il provvedimento. I 5 Stelle si sono presentati con le candele da cimitero e hanno attaccato il governo. Se Matteo Renzi solo qualche mese fa aveva detto di volere una discussione in Aula senza bisogno di forzare i tempi, è stato costretto a rimangiarsi la parola per rispettare l’annuncio delle 100mila assunzioni entro settembre. Così dopo il ricatto lanciato in diretta dallo studio di “Porta a Porta” (“Se le opposizioni non ritirano gli emendamenti, saltano i nuovi contratti”), la decisione di chiedere la fiducia: i voti favorevoli sono stati 159 (tra cui gli ex di Forza Italia Manuela Repetti e Sandro Bondi), i contrari 112 e nessun astenuto. Non ha dunque pesato sulla maggioranza la decisione di alcuni dissidenti del Pd di non partecipare al voto. Tra loro Corradino Mineo, Walter Tocci, Roberto Ruta e Felice Casson.
La riforma della scuola è uno degli obiettivi principali per il governo Renzi, ma fino a questo momento si è rivelata uno dei punti deboli per il presidente del Consiglio. Duramente contestata dalla minoranza Pd, ha provocato anche l’uscita dal partito del deputato Stefano Fassina. Il leader democratico dopo il voto si è limitato a rilanciare su Twitter la slide che parlava della riforma. A parlare è stata invece il ministro dell’istruzione Stefania Giannini: “Sfido ognuno a citare un’amministrazione pubblica che abbia compiuto un’operazione di questo genere. C’è una maggioranza solida. Al Senato siamo arrivati con il fiato un po’ più corto ma il voto di fiducia è uno strumento che si utilizza quando è necessario fare bene e presto”.
A contestare duramente ilnprovvedimento sono stati insegnanti e sindacati. Momenti di tensione si sono registrati soprattutto in corso Rinascimento, di fronte all’accesso principale di palazzo Madama. Il senatore esponente della minoranza Pd Mineo è stato duramente contestato dal corteo degli insegnanti. “Buffone”, “Te ne devi andare”, “Cosa ci fai qui?”, gli hanno chiesto. Qualcuno ha anche lanciato degli oggetti, ma il senatore ha risposto: “Io e Tocci non abbiamo votato la fiducia”. Qui una ventina, tra insegnanti e personale della scuola, ha rumorosamente contestato l’approvazione del ddl. Si sono sentite urla, si è visto qualche spintone e qualcuno ha tentato di avvicinarsi al portone del palazzo. La strada è stata anche chiusa al traffico per precauzione. In mattinata avevano protestato sindacati e studenti con una serie di blitz al ministero dell’Istruzione e in altri luoghi simbolo di Roma e annunciano nuove iniziative di lotta a partire dall’avvio del prossimo anno scolastico.


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Discussione iniziata da luxor in Categoria Mondo Scuola nella data di 26-06-2015 08:03.