fonte: www.ilgazzettino.it


PADOVA - «Sto facendo progressi insospettabili ma ci vorrà almeno un anno per tornare ad avere una vita normale. E i medici non sono in grado di assicurarmi se potrò tornare a correre».

È con un sottile velo di malinconia che Chiara Nardo, una delle driver più vincenti del trotto italiano, descrive le sue condizioni di salute ad oltre quattro mesi dal drammatico incidente di Frassanelle quando Munter, il suo cavallo del cuore, le è finito addosso facendola cadere a terra e provocandole la frattura della dodicesima vertebra, poi ricostruita dai medici della Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera.

Chiara ha definitivamente lasciato il reparto di Medicina Fisica Riabilitativa dell’ospedale San Bortolo di Vicenza dove l’equipe guidata dal professor Giannettone Bertagnoni l’ha rimessa in sesto con lunghissimi cicli di terapie.

«Oltre che il primario - tiene a precisare Chiara - ringrazio la dottoressa Mariangela Leucci, la fisioterapista Cristina Parise e lo psicologo Mario De Marco. È grazie a loro che oggi posso condurre una vita quasi normale. Sono autonoma nei movimenti e sono finalmente potuta tornare a casa mia. Riesco ad arrangiarmi in quasi tutte le incombenze quotidiane».

La quarantenne driver deve comunque proseguire il percorso di recupero: «Mi sottopongo a sedute di idrochinesiterapia per migliorare le condizioni della gamba sinistra e combatto con una terapia antalgica i problemi neuropatici che mi affliggono».

Reduce da una grave lesione al midollo, Chiara dovrà vivere per sempre con una protesi in titanio alla schiena. «È proprio questo - rivela - l’ostacolo più grosso alla ripresa dell’attività. Le vibrazioni che si avvertono stando in sulky potrebbero darmi fastidio. Nel malaugurato caso di caduta le viti e le placche della protesi potrebbero uscirne danneggiate. Soltanto quando si sarà completato il processo di calcificazione i medici potranno esprimersi».

Nel frattempo Chiara Nardo ha dovuto chiudere scuderia. «Gestivo personalmente quattro cavalli di un proprietario che lavora da quarant’anni con la mia famiglia ma al momento non sono in grado di prepararli da sola. Sono stati quindi affidati ad un altro allenatore, in attesa che vengano definiti i miei tempi di recupero. Per il momento devo accontentarmi di fare piscina, bicicletta e tante passeggiate. Non posso sforzare troppo le gambe e sono spesso costretta ad aiutarmi con un bastone per non perdere l’equilibrio».

«Non posso pretendere troppo dal mio fisico - conclude Chiara con un pizzico di sano realismo - in fondo i tempi di ripresa sono stati più rapidi rispetto alle previsioni e riesco già a guidare la macchina. Il resto lo faranno la mia grinta e la mia forza di volontà. Perchè una cosa è sicura: io voglio tornare a guidare». Un’autentica scommessa, al momento senza vincitori nè sconfitti.


Discussione iniziada da ediagalopponella categoria Trotto "Tricolore" nella data di 15-06-2015 20:07.