Vale ancora la pena scommettere sulle corse dei cavalli in Inghilterra?
(11/04/2016 - 14:57)

Siamo alla vigilia di due tra i più importanti Meetings di corse Inglesi di tutto l’anno, forse i più importanti, dal punto di vista informativo, Newmarket & Newbury.
Vale ancora la pena di seguire le corse Inglesi e di scommettere?
La domanda è importante e io non mi so dare una risposta, ma il dubbio mi assilla.
Perché questa domanda voi vi chiederete?
Mi spiego con vari esempi e probabilmente con qualche cosa di cui non avete mai sentito parlare.
Ryan Moore, il fantino numero uno al mondo, a lunghezze, che guadagna cifre enormi in tutte le valute dell’intero globo terrestre, scrive articoli per Betfair, Sam Twiston Davies, buon fantino per le corse del National Hunt, collabora con Betfair, l’allenatore “rising star” Hugo Palmer era “attaccato” a Stan James, e forse lo è ancora, Paul Nichols, sempre Campione in Inghilterra fino all’avvento del ciclone Irlandese Willie Mullins, Champion Trainer quest’anno per il National Hunt anche in terra d’Albione (anche se la stagione ufficialmente non è ancora finita), anche lui “attaccato” a Betfair, Lanfranco Dettori, fantino ancora attivo, è il testimonial di Ladbrokes, etc.
Mi sembra che il BHA (British Horseracing Authority), guidata da tale Nick Rust, ex Amministratore Delegato di Ladbrokes plc, Società che avviò verso la china discendente, deve aver perso la testa se permette tutto quanto sopra descritto.
A ciò si aggiunga che i tre canali televisivi per le corse (Channel 4, Racing Uk e atthreraces) sono finanziati dagli spots dei bookmakers e i presentatori e i cosiddetti pundits (letteralmente sapientoni) non fanno altro che tentare di convincere le migliaia di “pecore” a non scommettere sul favorito, la cui quota è sempre troppo skinny (troppo bassa).
Durante Cheltenham un cavallo, che sulla carta valeva riga, allenato da Willie Mullins, era odds – on, sotto la pari, e uno dei sapientoni di Channel 4 definì “stupid” quella quota e il cavallo vinse di una pista, of course, naturalmente.
Io non mi diverto più e ora ho tante remore a fare delle operazioni, pur non essendo mai stato un “high roller”: non voglio fare la figura del “pirla da Como”.
Seguitemi ancora, con grande attenzione.
Ho scoperto due piattaforme per gli exchanges (operazioni di back e di lay sulle corse dei cavalli nel mondo) nelle Filippine, che sono CITIbet e AA-Star, dove operano quasi soltanto i cosiddetti High Rollers.
Ecco come funzionano: dimenticavo sono ufficialmente illegali, N.B. solo ufficialmente.
Il Signor Michael Cox, nel Febbraio del 2015, così descriveva quelle operazioni: “ ….Immaginate un sito web dove si possono alternativamente back or lay cavalli, in forma assolutamente anonima, con una liquidità che fa impallidire quella astronomica del Totalizzatore di Hong Kong. Un paradiso per il crimine organizzato gestito da operatori senza volto e con i quali le Autorità non possono comunicare. Immagini piratate delle corse da qualsiasi angolo della terra. Un mercato da tanti Miliardi di Dollari che ovviamente non versa nulla a favore delle varie industrie ippiche. Luoghi dove, si dice, operino i maggiori High Rollers, anche per le vantaggiosissime condizioni di “rebate” (di sconto) che sono nettamente superiori a quelle concesse da qualsiasi Totalizzatore del mondo civile (del quale, purtroppo, l’Italia, per lacci e lacciuoli vari AAMS, So.ge.it, etc., non fa parte)”.
Naturalmente, i “gestori senza volto di questi exchanges, non hanno il minimo interesse all’integrità dei settori sul quale i clienti operano, badano solo alla “fresca” che arriva da tutto il mondo.
Già l’integrità dei mercati sui quali operano gli exchanges ufficiali è andata a farsi benedire, figuratevi cosa accade e cosa può accadere a mezzo degli exchanges delle Filippine.
Gli exchanges ufficiali dicono di collaborare con le Autorità dei vari paesi per smascherare i “biscotti”, ma ciò è impossibile per le centinaia, o migliaia, di corse dove i premi sono bruscolini e il movimento è di qualche Milione di Sterline.
Vediamo più da vicino come funzionano questi altri “strumenti del Diavolo”, quelli non ufficiali.
Il parametro per il settling delle operazioni, per stabilire la quota alla quale un operatore ha scommesso su di un cavallo o lo ha bancato, e in caso di successo deve essere remunerato, è il Totalizzatore di quella corsa in quel paese. Le negoziazioni tra backer and layers sono accentrate sul rebate, sullo sconto che può arrivare al 24%.
Chi possiede un conto con quegli exchanges diciamo che offre uno sconto sia a chi scommette o a chi banca su di una determinata corsa di un determinato paese (secondo la terminologia Asiatica si dice “eat” (mangiare) e non lay).
Se un operatore offre il 10% di rebate su un particolare cavallo, ciò significa che l’altro operatore pagherà USD $ 9.000 per una scommessa di USD $ 10.000 e che il settling si farà sulla quota di quello specifico Totalizzatore su USD $ 10.000, naturalmente.
Nel Maggio 2012, un Lunedì, a circa 8.000 Miglia di distanza dalla sede dei nominati exchanges, qualche cosa di strano accadde all’ippodromo di Thistledown (Ohio), in una Maiden a m. 1.200 con sette partenti.
Uno di loro era tale Eye Look The Part, nelle previsioni del mattino (la cosiddetta Morning Line di Mike Battaglia), favoritissimo a 1/5.
Il cavallo ha fatto il suo dovere e ha vinto di 16 lunghezze e mezza.
Prima dell’off uno scommettitore, ovviamente anonimo, ha piazzato USD $ 7.000 su ciascuno degli altri sei partenti e la quota di Eye Look The Part è stata di USD $ 12,80 per ogni unità scommessa, che in America è notoriamente di USD $ 2 (circa 13/2).
Tipico esempio del cosiddetto “price steaming” (bisogna che vi abituiate alla terminologia Inglese se vi interessate di scommesse).
Nella fattispecie tutti i fantini e gli allenatori investigati dai Commissari sono stati assolti perché si è trattato di una tipica “stangata” alla quale erano del tutto estranei.
Vi potrà sembrare incredibile che qualcuno abbia investito USD $ 42.000 per questa “stangata”, ma se quel qualcuno ha piazzato USD $ 20.000 su CITIbet ha incassato USD $ 128.000 (il settlement è stato fatto a 12.80 per USD $ 2).
Investiti USD $ 42.000 + USD $ 20.000 = USD $ 62.000, con un profitto netto di USD $ 66.000; naturalmente se “quel qualcuno”, su uno di quegli exchanges ha investito USD $ 40.000 (e la liquidità su quella corsa molto probabilmente lo permetteva), il profitto è stato molto maggiore.
CITIbet sembra essere il leone del mercato underground sulle corse dei cavalli di tutto il mondo, ma opera anche per le corse dei cani, dei trottatori e degli ambiatori: basta che ci sia in funzione un Totalizzatore e che quelle corse siano trasmesse in televisione.
Il mercato più sfruttato su CITIbet e su AA-Star è quello di Hong Kong, dove il “calderone” del locale Totalizzatore, a ogni corsa, rileva almeno 100 Milioni di HK Dollari scommessi (circa 11 Milioni di Euro): il motivo è semplicissimo.
Quella liquidità favolosa consente di fare qualsiasi copertura una volta operato sugli exchanges Filippini.
In tempi recenti quegli exchanges hanno assunto la parvenza di siti ufficiali con la presenza sui cosiddetti social networks, consentendo il log – in anche dai telefonini, attirando nuovi clienti e hanno aperto anche il cosiddetto mercato “in – playing”.
Quegli exchanges non permettono operazioni sullo sport, ma di recente hanno attivato le operazioni sui mercati finanziari.
È stato calcolato che dal 2012 ad oggi (al 2015), almeno 40 o 50 “stangate” simili a quella di Thistledown sono state messe in atto.
Ricordatevi che quegli exchanges hanno una regolare licenza in una zona delle Filippine chiamata First Cagayan.
Un operatore qualsiasi del mondo intero non può depositare denari su quegli exchanges, ma deve usare uno degli agenti speciali, che una volta approvata la credibilità finanziaria dell’operatore, lo introdurrà al sito, garantendolo e rendendosi responsabile del recupero di eventuali scoperti dell’operatore presentato; riceverà dal sito una piccola percentuale sul movimento di affari dell’operatore.
È chiaro che il sistema è stato creato per garantire l’anonimato più assoluto agli operatori di quegli exchanges.
Domanda finale: vale ancora la pena di scommettere sulle corse dei cavalli in Inghilterra dopo quello che vi ho raccontato?

Carlo Zuccoli

Immagini allegate ZUCCOLI.vale ancora la pena scommettere sulle corse inglesi ?? in @ChorseNews



Discussione iniziada da king1987nella categoria @ChorseNews nella data di 11-04-2016 14:25.