Equitalia ha affinato delle tecniche per facilitare la riscossione, anche perché negli ultimi 15 anni, dal 2000 al 2015, su 1.058 miliardi di crediti da riscuotere, ne ha incamerati un numero esiguo. Recentemente infatti, per velocizzare i tempi, Equitalia ha cominciato a non spedire più gli atti a casa del debitore, inviando soltanto un avviso di deposito con il quale si evidenzia che la cartella si trova affissa nell'albo pretorio del Comune perché l'ufficiale giudiziario non ha trovato nessuno a cui consegnarla.

In realtà però, spesso l'ufficiale giudiziario non si reca nemmeno a casa del debitore per effettuare la notifica della cartella esattoriale, dal momento che sono stati tagliati i costi di invio delle missive. L'a.d. Enrico Maria Ruffini, qualche giorno fa, davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, ha dichiarato che per combattere l'evasione ed intraprendere azioni esecutive più efficaci servono maggiori poteri. In particolare ha fatto riferimento alla possibilità di accedere con un semplice "click" a tutti i conti correnti dei debitori astrattamente pignorabili.
Un semplice "click" sulla tastiera del PC per l’accesso ai conti correnti

Con tale richiesta, Equitalia ha voluto sollecitare la messa in atto di un parere presentato 7 mesi fa da Lucrezia Ricchiuti, senatrice del Pd, che sollecitava il Governo a restituire al concessionario pubblico maggiore efficienza di recupero. In breve, la società di esazione ha chiesto al Parlamento di poter accedere a tutte le informazioni finanziarie dei debitori, contenute nell'Anagrafe dei rapporti finanziari e messe a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Come dire che un grande occhio stile "Grande Fratello" potrà avere un accesso diretto ai dati dei conti correnti dei contribuenti.

Se questa proposta dovesse essere accettata, l’Anagrafe dei rapporti finanziari, istituita allo scopo di individuare evasori fiscali, verrebbe utilizzata anche da Equitalia per verificare il saldo e i movimenti dei contribuenti, al fine di procedere immediatamente al pignoramento dei soldi contenuti nel conto corrente. Uno dei punti controversi sollevati da molti giuristi ed esperti del settore è che in questo modo la società non sarà più obbligata ad instaurare contraddittorio giudiziario o extragiudiziario con il contribuente.

In altre parole, Equitalia potrebbe notificare l’atto di pignoramento tramite Poste Italiane al debitore, che però non riceverebbe più un invito a comparire innanzi al giudice dell’esecuzione. Dopodiché si passerebbe alla 2^ fase: il blocco del conto corrente del debitore e il pignoramento delle somme ivi depositate, se quest'ultimo non dovesse provvedere a saldare il suo debito entro 60 giorni.

Blocco del conto corrente e pignoramento lampo

Il conto corrente resterebbe quindi bloccato fino al momento dell’estinzione totale del debito, ed Equitalia nel frattempo avrebbe messo in atto una riscossione esattoriale in una forma speciale e semplificata, senza alcun ordine da parte del giudice. Ciò non è da sottovalutare, considerando che tra il 2000 ed il 2015, su 250 milioni di cartelle emesse, ben 30 milioni sono state annullate perché il contribuente in alcuni casi addirittura non doveva pagare nulla. In pratica, 1 volta su 5 Equitalia bussa alla porta dei contribuenti senza motivo per crediti indebiti. Quindi bisogna stare molto attenti a come potrebbero essere utilizzati questi eventuali maggiori poteri esattoriali. Tra le altre richieste formulate da Enrico Maria Ruffini, c’è stata anche quella relativa alla fruibilità dei dati Inps e la previsione di meccanismi sanzionatori deterrenti per stimolare l'uso della P.E.C.


Discussione iniziada da Esotico63nella categoria Attualità nella data di 03-03-2016 20:48.