Tifare per la Juventus è come votare per Berlusconi: mezza Italia lo faceva e nessuno lo diceva. Come se
fosse una ammissione di colpa, una traccia da occultare.

Ma cosa si nasconde dietro la ritrosia dei simpatici appassionati juventini ad uscire allo scoperto per
mettere sotto la luce del sole la loro legittima passione? Proviamo a scandagliare il mistero buffo della
tifoseria più occulta ed omertosa d’Italia.

Chiaramente il discorso riguarda non il tifoso juventino residente a Torino, ma i tifosi sparsi per l’Italia. Che,
parliamoci, chiaro rappresentano il 90 per cento del popolo bianconero. Perché per storia, cultura e
sedimentazione, il tifoso della Juve è apolide, delocalizzato, trapiantato, infiltrato, sempre ospite e mai
padrone.

Il paradosso vivente e l’ossimoro apparente è che la Juve non è Signora manco a casa sua. Perché Torino è
del cuore Toro, il nucleo della città è granata.

Cosa c’è alla base di questa frammentazione del popolo più blasonato e meno compatto della Storia del
Calcio? La risposta è in una genesi articolata e alquanto bizzarra che affonda radici sociologiche.

Il tifoso medio della Juventus non nasce su una costruzione ma su un vuoto. Un vuoto quasi esistenziale per
chi vive di pane e pallone: la mancanza di una vera squadra del cuore. In tutte quelle città e paesini nostrani
in cui non c’è una squadra principale, né si sono mai assaporati fasti di rilievo calcistico, succede che chi
vuole abbracciare la fede calcistica, adotta una squadra. In assoluto, quella più vincente in quel momento.
Ecco che la Juventus è stata l’orfanotrofio d’Italia.

Si sa che nella vita si può cambiare fidanzata, macchina, ma non la squadra del cuore. Come fosse una
indissolubile unione di sangue, un matrimonio da condividere nella gioia e nel dolore. Ma quello con la
Juventus, molto spesso, non nasce come matrimonio di amore, ma matrimonio di convenienza.

Il che presuppone una fede calcistica intrisa di compromessi. Perché se da un lato, abbracciando uno
squadrone si ha maggiore certezza di vincere, dall’altro lato quella stessa vittoria non è mai veramente tua.
Non soffri e non gioisci come un tifoso viscerale. La felicità è questione soggettiva. E talvolta vale più una
sola gioia vera, che tante vittorie distanti che non hanno senso di appartenenza.

Questo è un aspetto che si riverbera anche sul modo di esultare degli juventini ͞apolidi͟. Non c’è trionfo
che venga vissuto intensamente, non c’è soddisfazione che ti riempia totalmente. Perché si vive da
clandestini, vessati dal marchio di un tradimento verso la propria terra di origine.Sono gli INFAMI..i
RINNEGATI.i SENZAPALLE gli ominicchi (quando va bene)..ma in generale QUAQUARAQUA.così vengono
chiamati gli abitanti delle grandi metropoli (firenze, palermo, persino Roma addirittura Napoli) che hanno scelto di non tifare per la squadra della propria cittá..
Non voglio addentrarmi in analisi antropologiche , ma devo dire che tutti gli juventini che conosco nella vita
non sono mai persone di grande culturaquasi tutti hanno lavori modesti e titoli di studio non
altissimicercano nel calcio, quello che nella vita non hanno ottenuto: il successo e la gratificazione.

Purtroppo noi del sud contribuiamo in modo evidente ad alimentare questa categoria di insoddisfattiil
tasso di disoccupazione molto alto fa si che moltissimi senza lavoro cerchino soddisfazioni nel calcio,
tifando la squadra dei ladri..la cosa divertente è che questi signori insultano le proprie origini e i propri
concittadini (quindi se stessi) senza rendersi conto di quello che fanno purtroppo noi meridionali abbiamo
subito per anni le dominazioni esterne, e quindi la nostra forma mentis è quella di essere servili nei
confronti dei potentiquelli senza molto carattere hanno trasferito questo nel tifo per una societá di calcio
lontano 1500 km da dove sono nati

. Perché in fondo l’esistenza di uno juventino è terribile, piena di ristrettezze, densa di costrizioni. Una vita
da infiltrato, non sarà mai una vita da tifoso.
Il tifoso juventino è sempre in lotta con il mondo interoperchè sanno che SONO SEMPRE SOLI contro
tutti.e quando rubano (spesso e volentieri) hanno sempre la battuta pronta? " ma perchè non capita pure
a inter e Milan?.sono talmente limitati e naesuabondi che non capiscono che il mondo non termina con
queste 3 squadre strisciate di ***, ma esistono poi le squadre normali che magari hanno la stessa dignitá
delle altre.

ma per loro è troppo difficile arrivarci

poi esistono quelli del MA ANCHE

quelli che sono di Palermo, ma anche della juvecioè è come se fossero islamici e cattolici
contemporaneamentequelli del MA ANCHE mi stanno sul caxxo forse più degli altriperchè in quel ma
anche c'è tutta la loro mediocritá e il non potere concepire che non si deve per forza vincere ogni domenica per sentirsi realizzati



TROVATO SU INTERNETNON INCAZZATEVI JUVENTINIAMBASCIATOR NON PORTA PENA..GOMEZsono in relata refero :D


Discussione iniziada da viscontejetnella categoria Calcio nella data di 01-03-2016 17:36.