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CONFINI ITALIA-FRANCIA: PILI, LA FIRMA DI RENZI SULLA CESSIONE DEI MARI DEL NORD SARDEGNA

IL DEPUTATO: ECCO LA FIRMA DI RENZI SULLA CESSIONE DEI MARI DEL NORD SARDEGNA,E’ STATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO A FIRMARE IL PRIMO ATTO CON HOLLANDE SUL CAMBIO DEI CONFINI – STATO D’ACCUSA PER RENZI PER LA CESSIONE DI SOVRANITA’ TERRITORIALE ALLA FRANCIA

Roma, 16 feb. 2016 – “L’accordo su quella scandalosa cessione dei mari del Nord Sardegna è firmato da Renzi in persona. Dal documento inedito sottoscritto in occasione del 32° vertice Francia-Italia al palazzo dell’Eliseo, il 24 febbraio 2015 scorso il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Matteo Renzi e quello della repubblica francese Hollande è tutto chiaro: i due rappresentanti di Stato hanno dato il via libera alla modifica dei confini marittimi. Sotto il titolo dell’Organizzazione del traffico marittimo nel Canale di Corsica hanno scritto: Italia e Francia hanno convenuto la delimitazione delle proprie acque territoriali. Un via libera presidenziale all’accordo che sarebbe stato poi sottoscritto nei dettagli un mese dopo dai ministri degli esteri Gentiloni e Fabius a Caen in Normandia. Se prima quella di Renzi era una responsabilità politica ora diventa personale: il presidente del consiglio non solo sapeva ma ha firmato in prima persona il cambio di confini marittimi con la cessione alla Francia del mare al Nord della Sardegna. Un fatto che aggrava la posizione del presidente del Consiglio e conferma la spregiudicatezza di questo governo che ha ceduto specchi acque rilevantissimi senza interpellare nè regioni nè organizzazioni di categoria. E’ irrilevante sul piano sostanziale e politico che l’accordo non sia stato ancora ratificato: il grave è averlo firmato con quel contenuto scandaloso che cedeva specchi acquei rilevanti e i principali corridoi di pesca al nord della Sardegna. Per questo motivo ho chiesto al Presidente della Camera che il governo venga immediatamente a riferire sull’accordo e sulla immediata revoca dello stesso”.

Lo ha detto poco fa il deputato di Unidos Mauro Pili presentando alla Camera un’interrogazione parlamentare sul vergognoso accordo tra l’Italia e la Francia.

“Aver fatto passare le acque territoriali francesi da 12 miglia a quasi 40 è un vero e proprio furto di Stato ordito con la spregiudicatezza di un presidente del consiglio e di un governo che hanno agito furtivamente e in silenzio, cercando di nascondere il misfatto. Le polemiche di qualche servile esponente politico sulla mancata ratifica sono ridicole e destituite di fondamento. Un dato è certo il governo ha firmato e da qui a poco avrebbe proposto la ratifica dalle camere. Ed è altrettanto certo che la gendarmeria francese ha bloccato un peschereccio in Liguria ed ha vietato l’ingresso in quelle aree di pesca ai pescherecci sardi. Si tratta di un fatto inaudito e il silenzio di certa classe politica sconfina nella palese complicità con questo scippo di Stato. Per questo motivo ci sono i motivi per una vera e propria messa sotto accusa per gravi violazioni costituzionali del Presidente del Consiglio dei Ministri. Un dato è certo quell’accordo non può nemmeno essere iscritto agli ordini dei lavori della Camera perché viola gravemente la Costituzione e i suoi principi sulla sovranità territoriale. E’ incomprensibile e vergognoso il silenzio della regione sarda che non solo è stata tenuta totalmente allo scuro su quell’accordo ma è pronta a subirlo senza muovere un dito. Un accordo che va impugnato sullo stesso piano costituzionale. Un atto incostituzionale , grave sul piano giuridico, nefasto su quello sostanziale economico e politico. Revocatelo – ha concluso Pili – per ripristinare legalità e dignità. La Sardegna non accetterà mai questo ennesimo affronto”.

Quattro i quesiti che Pili ha posto nell’interrogazione parlamentare:

1. se non intenda il Governo revocare tale nefasto accordo che costituirebbe un danno economico rilevante per la il mondo della pesca a partire da quello sardo; 2) se non intenda intervenire con somma urgenza presso le autorità francesi per intimare il rispetto delle norme vigenti e ribadire con la necessaria chiarezza che l’accordo di Caen del 21 marzo 2015 non è in vigore e non ha nessuna valenza ne giuridica ne operativa; se non intenda segnalare formalmente l’illegalità dei fermi perpetrati dalle autorità francesi alle imbarcazioni sarde e non solo in tratti di mare di competenza internazionale; se non intenda attivare la zona economica esclusiva a favore del mondo della pesca a partire da quella sarda.


Discussione iniziada da Pierrenella categoria Attualità nella data di 17-02-2016 14:31.