Ippica, Anact: 'Pmu distribuisce denari a tutti meno che all'Italia'
08 Gennaio 2016

L'Anact sottolinea come le corse ippiche italiane non vengano considerate all'estero e mette in luce l'esempio del Pmu.
"Ogni volta che un operatore italiano apre il sito del Pmu dovrebbe sobbalzare sulla propria sedia. Nella colonna dei campi in palinsesto francesi non ci sono infatti gli stellari Vincennes, Chantilly, Deuville ed Enghien. E non c'è solo la provincia francese di volta in volta a riempire gli spazi vuoti. Da qualche anno, e sempre di più, i transalpini scommettono sui campi esteri. Proprio come noi, più di noi, ma incredibilimente senza di noi. Gli ippodromi dove si può scommettere sono esotici, si va dal Cile, Sudafrica, Argentina, Stati Uniti, Singapore, e pure la Spagna, ma l'Italia no. Un vero e proprio paradosso perché l'Italia dovrebbe essere un fornitore normale per i cugini".
E' l'amara considerazione dell'associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore (Anact) sulla situazione ippica italiana.
"L'Italia ha i cavalli e i guidatori che si conoscono in Francia, l'Italia acquista ogni giorno almeno un campo del PMU, pagando quel 3% che a fine anno fa comodo all'ippica francese. La domanda è Perché? La risposta sta nel prodotto e nella serietà. I pochi tentativi del passato sono falliti per alcune ragioni, che si possono riassumere nei vizi italici. Primo motivo la regolarità delle corse, la più grave. I Francesi pensano che le corse in Italia non siano tutte regolari, e che ci possa essere un rischio maggiore con il montante PMU. C'è poi lo scoglio del numero dei partenti non adeguato per tutto il convegno, che non è secondario in quanto il cliente francese è abituato ad un numero alto di cavalli in pista. Inoltre il rischio continuo dei ritiri dell'ultim'ora, altra pratica italica che non piace.
Ed in ultimo quella della puntualità, con ritardi intollerabili per chi acquista le corse straniere per riempire gli spazi vuoti tra una nazionale e l'altra. Ora, lunedì o non lunedì, tris o non tris, Gruppi II o non Gruppi II, non sarebbe il caso di allacciare un nuovo rapporto, pensando magari ad un convegno al giorno al servizio del PMU, che risponda a questi requisiti? In periodi di vacche magre, anzi magrissime, guadagnare quattro o cinque milioni di Euro l'anno non sarebbe proprio male, e neppure troppo difficile".
GLI IPPODROMI - Il presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D'Alesio, commenta così la presa di posizione dell'Anact: "Il problema principale è uno solo, la regolarità delle corse. Ce lo dice la Francia in modo chiaro e netto e l'Anact ha avuto il coraggio di scriverlo ufficialmente. Speriamo che il Mipaaf assuma le più urgenti iniziative per risolvere questo gravissimo problema e che presto il Pmu riprenda ad accettare le scommesse anche sulle corse italiane tornate regolari".

GIOCONEWS


Discussione iniziada da king1987nella categoria @ChorseNews nella data di 08-01-2016 11:56.