da Huffington Post

M5s, a Pomezia interviene l'anticorruzione: illegittimo il bando sul verde. Per i grillini il problema "ambiente" da Livorno a Civitavecchia



Una delle Cinque stelle lampeggia a intermittenza. L'"Ambiente" brilla a fatica.
L'ultima sferzata alla gestione del grillismo applicato nella guida di amministrazioni locali arriva da Pomezia.

Dopo Livorno e la questione rifiuti, Civitavecchia e quella della discarica, a Pomezia guidata dal sindaco M5s Fabio Fucci interviene ora l'Anticorruzione di Raffaele Cantone.

Questa mattina è stato pubblicato il parere dell'Anac sull'appalto per l’affidamento del servizio triennale di manutenzione ordinaria delle aree a verde pubblico nel comune laziale e il responso, a firma del magistrato dell'Anticorruzione, sottolinea un illegittimità nell'operato dell'amministrazione.
La storia riguarda un bando da quasi 4 milioni di euro(3.959.016,00) che il Comune di Pomezia ha lanciato un anno fa per la gestione triennale del verde pubblico, bando in cui, come "requisiti", si chiedeva di aver svolto "nell’ultimo triennio “servizi identici” a quelli oggetto dell’affidamento e per almeno un Comune con popolazione non inferiore a 64.000 abitanti" e quindi "non appalti destinati ad altre scale territoriali, ancorché con estensione più vasta".

Una dicitura che, secondo l'azienda D.e.c.a Srl che ha inoltrato un esposto all'Anticorruzione, avrebbe tagliato fuori (loro) e altre aziende dall'appalto in quanto, con quell'"identici" e con gli altri requisiti, non avrebbe favorito il principio di "favor partecipationis". In pratica, sostiene la D.e.c.a, un bando sleale che non permette la concorrenza fra l'aziende in gara e per questo ne chiedeva l'annullamento.

Il responso dell'Anticorruzione ha dato ragione alla ditta, dichiarando illegittimo il bando "in quanto non conforme al dettato normativo e alla prassi di settore, nonché in contrasto con il principio del favor partecipationis" si legge nel documento firmato da Cantone.

Seppur continuino su più fronti le battaglie M5s legate al tema dell'Ambiente questa è la quarta "grana", in ordine di tempo, che le amministrazione grilline si trovano a dover affrontare. Negli ultimi giorni, con i marciapiedi di Livorno invasi dai rifiuti, è balzata alle cronache la questione dell'Aamps, azienda di proprietà comunale per la gestione della spazzatura con un buco di 42milioni di euro.
Debiti che il sindaco Nogarin accredita alla precedente amministrazione Pd ma che ora, ormai insostenibili e con i dipendenti (circa 300) in sciopero non sono più sostenibili tanto da portare la giunta verso la decisione del concordato. Decisione che, gridano Pd e sindacati, potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro.
Il tema è ancora in stand by in attesa di una nuova pronuncia del consiglio ma nel frattempo, fra il presidente del consiglio comunale dimissionario e tre grillini che si sono messi di traverso (e rischiano l'espulsione) la "stella" ambientale ne esce più che ammaccata.

A questo si aggiunge il caso Civitavecchia, altro comune gestito da M5s, sul quale stamane titola il Messaggero.
Lì il caos è determinato da una discarica: la Regione Lazio è infatti in procinto di revocare la concessione per la discarica di Fosso Crepacuore, gestita dalla Holding comunale servizi (Hcs) (ma di proprietà di privati). E' dunque necessario un nuovo sito per i rifiuti di Civitavecchia. Sul tema i grillini indicano problemi di natura "economica" e non ambientale, ma le questione è lontana dall'essere risolta.

Inoltre, a Bagheria, altro comune a cinque punte, la giunta del sindaco Patrizio Cinque ha ricevuto pesanti critiche attraverso un documento redatto dal collegio dei revisori dei conti che ha elencato le cause di un possibile danno erariale per "l’affidamento diretto della raccolta rifiuti, gli incarichi e le consulenze ritenute superflue".

Un quartetto di problemi che, anche in vista delle amministrative di Roma e Milano, con aspirazioni concrete alle poltrone di sindaco da parte del MoVimento di Grillo, dovranno trovare rapida soluzione.

Del resto, la questione ambiente non è un tallone d'achille nuovo per M5s: Parma, con Federico Pizzarotti primo grillino ad essere eletto alla guida di un capoluogo provinciale, si trascina ancora il tema inceneritore. Nel 2012 Pizzarotti vinse al ballottaggio contro il Pd anche (e soprattutto) per le sue promesse di "spegnere" il termovalorizzatore, impianto tutt'ora in funzione. Promesse non mantenute che innescarono una serie di polemiche ma che, al contempo, registrano cambiamenti positivi nella gestione rifiuti: la città a settembre - con il 70% di raccolta differenziata - è entrata a far parte dei comuni virtuosi.


Discussione iniziada da gimexnella categoria Attualità nella data di 04-12-2015 16:28.