STIG JOHANSSON PREOCCUPATO PER L'IPPICA SVEDESE

In Svezia sono preoccupati (e non da oggi) e Stig H Johansson, probabilmente la figura piu' mitica tra gli ippici svedesi, ha preso la parola rilasciando un intervista che ha evidenziato problematiche e sopratutto possibili soluzioni alla crisi della scommessa ippica, ovvero il volano che permette alla filiera di autofinanziarsi. Premessa questa quasi scontata ma necessaria visto che noi viviamo in un paese dove si e' arrivati allo sconsolante delirio di una fantomatica affiliazione al Coni per risolvere una crisi giunta oramai al punto di non ritorno.
Quello che ha evidenziato Stigo e' il problema dei concessionari non autorizzati (i famigerati .com con sede a Malta) e dell'offerta scommesse non adeguata proposta da ATG, il concessionario unico statale svedese. Molto sensata la proposta di Johansson che non propone una guerra santa ai suddetti siti non autorizzati ma auspica invece una soluzione comunitaria europea che permetta a tutti i concessionari sul mercato di accettare gioco su qualunque paese al patto che per tutti vi siano regole e tassazioni uniformate, affinche' le filiere ippiche possano ricevere la percentuale loro riservata a fronte dello spettacolo, perche' di questo si tratta, proposto. E snocciola un dato che dovrebbe fare seriamente riflettere in Italia. E' assodato infatti che il 55% delle scommesse in Svezia finisca sui siti non autorizzati. Una percentuale che pare enorme ma, si badi bene, che in Italia potrebbe essere anche maggiore, poiche' solo uno stolto (eufemismo) puo' seriamente pensare che l'ippica da noi possa "fatturare" meno del Bingo. Eppure questi "studi" da noi non si fanno o se si fanno non escono allo scoperto, probabilmente per la "comodita" di pochi..
La soluzione proposta da Stig Johansson metterebbe anche i concessionari regolari ed autorizzati nella condizione obbligatoria di mettersi seriamente in concorrenza, poiche i .com sono brutti e sporchi e cattivi ma e' un dato di fatto che propongono una gamma di scommesse, appetibili al pubblico, che altrove non si trovano, pensiamo ad esempio ad antepost, martingale e scommesse speciali come i testa a testa. Niente piu' bandi sartoriali dunque, ma richieste di concessione autorizzate free sul territorio europeo. E di conseguenza "obbligo" per chi organizza lo spettacolo corse di offrire un prodotto adeguato ed appetibile al mercato. Insomma, guardandosi bene, bene dentro, non e' difficile intuire come al momento in Italia ne il principale concessionario (Snai) ne la filiera ippica, sarebbero minimamente pronti ad entrare in un mercato realmente meritocratico. Ma guardandosi in giro per l'Europa magagne se ne trovano ovunque. In Francia il PMU decide in maniera dittatoriale su cosa i francesi possano scommettere, forse i nostri cugini qualche corsa in piu' del nord europa la valuterebbero volentieri, anche per conoscere il "nemico" che sempre piu' spesso sbarca sulle loro piste. In Danimarca, dove la crisi dei nati e' gravissima, DanToto non offre granche' e le stesse corse danesi sono difficilissime da reperire sul web, un oscurantismo che evidentemente non giova a nessuno. Va un po' meglio in Norvegia con RiskToto o in Olanda con Runnerz, o in Finlandia con la stessa ATG, ma in tutti questi paesi per avere un account di scommesse presso il concessionario ufficiale occorre essere residenti in loco. E in un mondo in cui detta legge il mercato globale questo e' un assoluto non senso.

da trotting go europe

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Discussione iniziada da king1987nella categoria @ChorseNews nella data di 20-11-2015 11:03.