Riceviamo dal lettore T. R. la seguente lettera che volentieri pubblichiamo.
Si riferisce alla “sbrodolata” del Nobiluomo Dr. Francesco Ruffo della Scaletta apparsa sul noto sitowww.gioconews.it, senza il minimo commento.

Egregio Signor Zuccoli,

Chiunque abbia letto l' intervista rilasciata da Francesco Ruffo Della Scaletta al sito gioconews.it, vincendo il torpore che essa provocava, si sarà chiesto perché il “luminare manager” dell' ippica si sia deciso a raccontare gli ultimi anni travagliati della vita del settore che lo ha visto protagonista.
In particolare l’ex Direttore Generale ASSI afferma che, in virtù della soppressione da parte della politica dell' agenzia, si sarebbe creato un immobilismo generale del comparto ippico del quale lui aveva pienamente in mano le leve del comando.
Era il caso che rilevasse tutto ciò, ammesso e non concesso che sia vero?
Secondo me egli avrebbe fatto meglio a tacere se non altro in omaggio alla propria reputazione di persona seria, addirittura sobria.
Furono proprio la politica e i poteri forti dell' ippica in anni non molto remoti (e indimenticabili) a brigare affinché il Dr. Ruffo uscisse dagli uffici dirigenziali ippici privati e andasse a sedere sulla poltrona lussuosa e lautamente ricompensata di Direttore Generale dell 'ASSI.
D' accordo, la gratitudine è il sentimento della vigilia, e non si può pretendere che il Nobile Uomo sia diverso dai comuni mortali, però c'è un limite considerato invalicabile, quello della decenza, che impone di non sconfinare nell' esibizione delle proprie debolezze.
E' inconcepibile che un ex alto dirigente di una delle più importanti società di raccolta scommesse e gestione di ippodromi privata, promosso dalla politica e da un Ministro ex collega ippico a salvatore del comparto, dopo non aver salvato un bel niente, dia corpo a delle dichiarazioni estemporanee con la finalità meschina di creare i presupposti per inibire la funzionalità pubblica e ministeriale di tutta la gestione ippica, agevolando in tal modo l' avanzare di una privatizzazione dell' intero comparto.
Nulla di illegale, s' intende.
Ma dal punto di vista dello stile e dell' estetica, se non dell' etica, la sua manovra risulta al quanto disgustosa.#
Qualcuno potrà dire affari suoi.
Si, ma anche nostri, visto che l’esperto manager ha guidato il governo dell' ippica per alcuni anni, fallendo l' obbiettivo di rimetterla in carreggiata.
E non si tratta di una personalissima opinione, bensì di un dato di fatto: i bilanci parlano (se mai sono stati presentati).
Le tribolazioni dell' ippica, lungi dall' essere finite, sono perfino aumentate come si evince dai pochi bilanci pubblici noti (mancano quelli del 2011 e 2012): i debiti non hanno mai cessato di crescere e le scommesse di calare e sorvoliamo sui finanziamenti agli ippodromi ed al segnale televisivo copiosamente retribuito e gestito da una società riconducibile a SNAI.
Comunque dobbiamo un ringraziamento a Ruffo.
La sua tardiva e non richiesta confessione certifica che, se l' ippica è pressoché ingovernabile, un contributo all' instabilità lo ha fornito anche lui, il nobile manager passato dalla SNAI a via Cristoforo Colombo con la rapidità di un fulmine a ciel sereno tanto da ricoprire per un periodo entrambe le cariche palesemente incompatibili.
Purtroppo se la situazione attuale è quella che è, Ruffo non può esimersi dalle sue responsabilità.
E' una verità indigeribile, ma è la verità.
Ce ne faremo una ragione quella che Ruffo ha dimostrato di non avere.
Distinti saluti.

T. R.”

Desideriamo far notare che il NH Dr. Francesco Ruffo della Scaletta ancora oggi sembra ricoprire l’incarico di osservatore dell’andamento delle scommesse calcistiche, lautamente remunerato.
Per uno che non distingue una scommessa da un palo della luce, è un bel risultato.

Da Fb tramite Faticoni


Discussione iniziada da zoccoloduronella categoria @ChorseNews nella data di 12-11-2015 21:49.