Sciopero rientrato, tregua sino all'autunno
Un paio di settimane di fibrillazioni, un accordo platonico con il Mipaaf subito delegittimato dalla "base" oltranzista del trotto, un nuovo incontro ieri l'altro e fine delle ostilità. Per ora. Meglio che niente si può ben dire. Cosa bolle però in pentola e quale è l'oggetto del contendere tecnico-amministrativo e politico ?
Il bilancio di previsione 2015 il Mipaaf lo ha fatto ottemperando alla recente legge 02-2009 che attribuisce provvigione economica all'ippica (standard ma di fatto se ce ne sono, di euro ) in attesa di una Riforma (arenatasi, con il nome improprio di Delega Fiscale, in Cdm giorni addietro) che è lunga da venire.
Il problema è che nel bilancio di previsione il Mipaaf non ha tenuto conto dell'inesorabile crollo delle scommesse (meno 20 con effetto valanga) ed allora si trova a dover fare i conti con 500 circa milioni di gioco contro i 640 dell'anno prima. Meno 20 per cento di 140 (la differenza tra 640 e 500) significano 28 milioni. Ed ecco cosa rappresentano quei 28 famigerati milioni di cui tanto di discute in queste ore. L'ancora di salvezza virtuale l'ha offerta il Mipaaf mercoledì ovvero una tregua sino all'autunno, pagamento, si spera avvenga, dei residui 2012, pagamento arretrati sino aprile del 2014 e poi ancora promesse. All'ippica servirebbe in questo momento un forziere di minimo 200 milioni annui circa per poter resistere con la lingua ciondoloni e per aggrapparsi alla sopravvivenza.
I 200 milioni non esistono e sono oramai frutto di alchimie contabili, ingegneria finanziaria. Ecco allora che il Mipaaf ha proposto, coniglio dal cilindro, di strappare un sì al Mef su una quasi ventina di milioni euro derivanti da un contenzioso Iva. Se il Mef, come sembra, rinuncerà a quei 17 milioni Iva allora i conti potrebbero tornare sino ad almeno ottobre inoltrato. Altre strade non ne esistono. Parlando di bilanci e consuntivi. Mancano sempre una ventina scarsa di milioni. Che succederà ? Difficile dirlo, l'impressione è che si veleggi a vista senza alcuna certezza.
Ma non solo certezze mancano, manca anche la forza politica di replicare. Una carenza palesatasi veramente in questa ultima tornata di astensione corse, con il mondo del galoppo bene in sella, con la frangia emiliano romagnola stranamente bene in sulky, che ha visto dilatarsi ancor di più le divisioni storiche nel mondo ippico. Un giochetto irretire i manifestanti, promessa di incasso del dovuto a breve e poi "la manana por la manana" sperando in qualche mutazione improvvisa dell'economia di settore.Quale poi non è dato sapere ne prevedere. Non ci sono i soldi di cui l'ippica necessita. Unica verità.
L'ippica non riesce più ad autofinanziarsi. Seconda verità. Sono 8 anni oramai che vige il gioco dello scarica barile. Non serve più. Gli ippici devono solo pensare a rinascere, a ripulire dal doping e dalla manomissione il prodotto corse e relativo svolgimento, riformulare un rapporto etico e sensibile con le necessità del cavallo atleta. I ministeriali, da par loro e sino a che sarà di loro competenza, accelerare uno straccio di riforma puntando sul ripristino del fac simile di un Ente Tecnico.
I ragionieri del Mef approntare un riforma scommesse che però, di logica, non potrà vedere nemmeno il lumicino prima che venga riformulata tutta la sarabanda "concessoria" tra il 2016 ed il 2017. Insomma, sono i giorni della resistenza. Per questo godiamoci in queste ore il piacere delle corse in notturna, rispettiamo i cavalli che trottano e galoppano consapevoli che senza di loro nemmeno saremmo qui a discutere, cerchiamo pure di vincere qualche euro con scommesse azzeccate e remunerative. Tutto il resto sarà la Storia a deciderlo. Movimenti tanto più grandi noi nei quali il destino sovente è maestro
Marco Zamai


Discussione iniziada da king1987nella categoria Tondino nella data di 02-07-2015 12:49.