DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) con un finanziamento di 70 milioni di dollari.
Essa ha dichiarato anche che i chip neurali aiuteranno lo sviluppo e l’applicazione di terapie che incorporeranno la registrazione dei segni vitali e lo stimolamento di certe zone del cervello capaci di far produrre maggiori ormoni quali l’adrenalina. Inoltre questi chip neurali potrebbero aiutare i medici a studiare meglio le malattie mentali e le loro cause, analizzando costantemente il cervello.

Dispositivi del genere, anche se tecnologicamente più arretrati, esistono già e sono innestati nel cervello di circa 100 mila persone che soffrono del morbo di Parkinson o di depressione acuta. Ma questi chip neurali sono stati studiati per monitorare una determinata area del cervello umano attraverso delle stimolazioni elettriche, e non hanno la possibilità di trasmettere in tempo reali i risultati dei dati analizzati. Essi li possiamo immaginare come una sorta di pacemaker del cervello. Al contrario, i nuovi chip neurali progettati dalla DARPA, sarebbero in grado di fornire costantemente i dati e i segni vitali del cervello dei soldati, rendendo così più accurate le decisioni durante la battaglia. Dunque in futuro non troppo lontano, quello che sembra solo fantascienza oggi, che abbiamo visto solamente nei film, potrebbe diventare realtà.