Base 211 di Fulvio Vannetti - Recensione

Antartide, Mare di Ross, Terra Nova Bay, 164° 7' Est 74° 43' Sud, novembre 2005: uno sconfinato deserto di ghiaccio e solitudine, dove il candore abbacinante della neve è l'unico colore consentito, dove il silenzio ancestrale regna incontrastato e solo a tratti scomposto dal sibilare deciso di venti catabatici, dove la presenza umana è a stento tollerata da una natura ostica e fortunatamente ancora incontaminata Coordinate perfette entro cui può avviarsi e trovare sviluppo questo thriller storico. Un gruppo di scienziati italiani, di stanza presso la stazione di ricerca Mario Zucchelli, durante una ricognizione casualmente si imbatte in una strana grotta sottomarina, la cui presenza appare inspiegabile. Da quel momento i ricercatori, loro malgrado, si ritroveranno catapultati in un irrisolto intrigo internazionale, che trae origine nel lontano 1943 quando alcuni sommergibili sparirono misteriosamente durante la Seconda Guerra Mondiale


Fulvio Vannetti è un Pompiere di Gaviate (VA) che ha partecipato a ben tre spedizioni antartiche italiane, alla sua prima fatica letteraria datata 2010.

Vannetti con "Base 211" non solo attinge ai miti e leggende sulla Germania Nazista e su quelli della Seconda Guerra Mondiale, ma riesce a realizzare un buon thriller avventuroso alla Clive Clusser, che malgrado alcune piccole ingenuità, regge molto bene, in particolare sui rapporti fra noi italiani e gli USA.

Sfortunatamente, questo Romanzo Breve ha un finale aperto, quindi a quando la resa dei conti con gli antagonisti ?


Voto : 8/10